Capriate: festa delle adozioni, festa della solidarietà
Rassegna stampaCAPRIATE SAN GERVASIO – È stata un vero e proprio evento l’annuale «Festa delle adozioni», che si è svolta a Capriate sabato 10 novembre.
All’interno dei locali della casa di riposo «Ovidio Cerruti», il gruppo missionario «Si può dare di più» ha organizzato l’ormai tradizionale raduno delle oltre 200 famiglie che hanno adottato i bambini del Malawi. Un progetto, quello delle adozioni a distanza, nato nel 1997, nella triste occasione della scomparsa di Alessandra Ghezzi, e portato avanti per tutti questi anni dalla sorella Emi, da suo marito Carlo Crippa e da un gruppo di volontari straordinari che con caparbietà e tenacia hanno saputo coltivare quella che era nata come iniziativa estemporanea e perciò destinata a chiudersi entro breve tempo, facendola poi crescere giorno dopo giorno, passo dopo passo, fino a renderla l’attuale splendida e luminosa realtà di solidarietà fra persone di paesi, età, culture e spesso anche religioni diverse.Attesa protagonista della serata è stata suor Mariangela Medolago, religiosa dell’Istituto «Beato Luigi Palazzolo» di Bergamo, missionaria in terra malawiana e trait d’union fra i genitori italiani ed i loro figli africani. Già nell’omelia della santa messa – celebrata nella cappella della casa di riposo da padre Giovanni Mantovani e animata dai canti e dalle musiche dell’associazione «Ex Lavatoio» di Fornasotto – suor Mariangela ha scaldato i cuori dei numerosi fedeli che riempivano i banchi con parole estremamente emozionanti; parole di saggezza e di amore insieme, di una donna che ha anteposto al suo benessere, ai suoi interessi e forse anche alle sue aspirazioni quelli degli ultimi del mondo, fra i quali e per i quali lotta e spera da ormai 21 anni.
La serata è poi proseguita nell’auditorium della casa di riposo con l’esibizione del coro «Figli di nessuno» di San Giovanni Bianco, che ha proposto brani della tradizione popolare bergamasca. Nel mezzo dello spettacolo è stata proiettata una sequenza di fotografie scattate dai volontari che ogni anno, nel mese di agosto, raggiungono suor Mariangela a Mikoke, la missione dove opera, per portare aiuti e soprattutto per realizzare quelle opere indispensabili per migliorare le condizioni di vita della popolazione locale. E ai più potrà sembrare strano che fra le opere più richieste dalla gente ci siano le chiese. «Ma la costruzione di una nuova chiesa – dice suor Mariangela nell’intervento seguito alla proiezione – è vissuto dalla comunità intera con un coinvolgimento straordinario, tutto il villaggio si rende partecipe: gli uomini collaborano con i nostri volontari nei lavori più pesanti e le donne fanno continuamente la spola dal pozzo al cantiere per portare l’acqua necessaria per realizzare il bitume. Anche i bambini danno una mano, spingendo le carriole, portando i mattoni, ciascuno secondo le sue forze, perché anche loro possano essere orgogliosi di aver contribuito alla costruzione della casa della comunità».
Suor Mariangela ha poi voluto raccontare ai genitori presenti come i loro figli africani vengono assistiti, quali sono i loro bisogni primari e qual è la loro infinita gratitudine per gli aiuti che gli arrivano dall’Italia. Dice suor Mariangela: «Nel corso di ogni incontro con i bambini e i loro genitori naturali, che avviene all’inizio di ogni mese, c’è sempre un momento di preghiera, sentito, partecipato, per ringraziare i genitori adottivi. E pregano tutti, qualunque sia la religione che professano, perché tutti siamo figli di un unico Creatore che ci ama e che ci chiede di amarci gli uni con gli altri».
Suor Mariangela ha poi voluto ricordare quanto è stato fatto in questi anni, soffermandosi in modo particolare e con giusta fierezza sull’ospedale adiacente la missione di Mikoke, «una benedizione», come lei stessa l’ha definito. Le strutture sanitarie in Malawi sono poche e spesso mal rifornite e difficilmente raggiungibili. La clinica di Mikoke, gestita da suor Barbara Bhima, anche lei delle Poverelle ma nativa del Malawi, offre invece cure efficaci e assistenza medica continua per una vasta platea di persone bisognose, dai malati di Aids ai bambini denutriti.
La festa si è infine conclusa con un ricco rinfresco offerto dai partecipanti all’iniziativa. Molto frequentato lo stand con oggetti di artigianato africano, anche se il catalizzatore degli occhi e delle orecchie di tutti i presenti, sino alla fine, è stata suor Mariangela, che venerdì partirà nuovamente per il Malawi, per tornare a lottare e a sperare fra gli ultimi del mondo, come fa ormai da 21 anni.