Blantyre, 16 dic 2011 (IPS) – In un elegante veranda ornata da un tappeto rosso, Joyce Banda, attuale vice presidentessa del Malawi, ricorda come la sua amica d’infanzia Chrissie Mtokoma sia sempre stata la migliore della classe e come lei si fosse sforzata in tutti i modi di batterla. Ora, decenni più tardi, Banda è una possibile candidata per la presidenza del paese per le elezioni del 2014, mentre Mtokoma vive in povertà.
“Lei andò a scuola nel villaggio mentre io frequentai le scuole in città”, inizia cosi l’intervista la più famosa politica del Malawi. “Ancora oggi vorrei tornare a casa il venerdì sera e trovare Chrissie ad aspettarmi sul ciglio della strada.”
Durante l’intervista, Banda racconta la storia parallela e contrastante della sua educazione e di quella di Mtokoma. “Nella scuola del villaggio, Chrissie era sempre la prima della classe, in media tutti i voti sopra il sei (massimo voto 8)”, ha detto all’IPS. “Io sono sempre stata la numero due o tre della classe, sempre in lotta per batterla. Ma non ci sono mai riuscita.”
Successivamente, entrambe le ragazze vennero accettate in prestigiose scuole secondarie. Ma dopo soli tre mesi, Mtokoma fu costretta ad abbandonare. “Lo Zio di Chrissie non potè più pagare la retta del secondo semestre,” dice Banda. “Questo accadde a Chrissie. Tornò al villaggio e in un circolo vizioso di povertà, fatto di ignoranza, matrimonio precoce, e quindi la maternità precoce. Con il tempo, mentre io fini la scuola lei aveva già cinque figli. E oggi, Chrissie è ancora la, dove L’ho lasciata.”
Banda spiega che fu in grado di rimanere in quella scuola grazie al reddito guadagnato dal padre, che benestante, lavorava come poliziotto. “Così sono andata avanti, ed ora sono vice presidente di questa terra”, ha detto all’IPS. “Chrissie, è rinchiusa invece nel suo villaggio natio, nella povertà. E questo mi fa arrabbiare. Perché sono qui e lei non lo è?”
Quando Banda crebbe ed entrò nell’età adulta, questi ricordi d’infanzia rimasero cosi vivi che decise di dedicare tempo ed energie per occuparsi di temi legati all’empowerment femminile e alla sensibilizzazione sui benefici dell’istruzione.
Negli ultimi anni, le donne del Malawi hanno fatto significativi progressi nella loro lotta per la piena uguaglianza di genere. Le donne sono sempre più rappresentate nella politica nazionale, per esempio. Nelle elezioni federali del maggio 2009 la percentuale di deputate donne nel Parlamento è aumentata dal 14 per cento al 22. E sebbene una minoranza, non è difficile trovare oggi nomi di donne tra le fila dei membri dei vari consigli aziendali.
Eppure le donne in Malawi rimangono colpite in modo sproporzionato dalla povertà. Nel 2004, l’Ufficio nazionale di statistica ha rilevato che mentre solo il 25 per cento delle famiglie del paese erano guidate da donne, esse rappresentavano il 58,4 per cento dei nuclei famigliari più poveri del paese. Inoltre, le donne in Malawi rimangono significativamente sottorappresentate nei processi decisionali economici.
Banda e altre donne leader sostengono che la chiave per affrontare questi problemi sia quella di destinare più soldi pubblici a sostegno delle donne e delle madri Malawiane.
Seodi White, coordinatrice nazionale per le tutele legali delle Donne in Sud Africa, ricorda il suo coinvolgimento nelle prime marce organizzate nel Paese dalle donne, che si sono svolte alla fine del 1990. Più di un decennio più tardi, White sostiene che c’è ancora molto lavoro da fare.
Anche piccole quantità di denaro possono creare opportunità per le donne più svantaggiate del Paese, capaci di cambiare loro la vita, dice White. Descrive poi i risultati di un esperimento che la sua organizzazione ha portato avanti in un villaggio nel distretto di Mangochi. Alle donne sono stati consegnati circa 110 dollari e potevano disporre di questa somma come volevano.
“Abbiamo scoperto che queste non rimaste assolutamente con le mani in mano”, spiega White.
“Una donna ha infatti iniziato a cucinare dolci di zucchero per poi rivenderli alle scuole nelle vicinanze. Un’altra si mise a preparare e vendere piccole torte. Una terza investi in un piccolo commercio di tabacco”. Queste donne si sono impegnate per mantenere attivi e proficui le rispettive piccole attività, investendo i guadagni in eccesso per acquisti utili alle proprie famiglie, coperte per i loro figli, lastre di ferro per migliorare l’isolamento del tetto di paglia delle loro case, e generi alimentari come il sale e lo zucchero che in precedenza venivano comprati esclusivamente dai loro mariti.
“Questo tipo di potere nei processi decisionali a livello famigliare e della comunità hanno effetti a cascata sul paese”, sottolinea White.
Diversi studi da parte di istituzioni finanziarie come la Grameen Bank del Bangladesh hanno dimostrato che c’è significativamente più probabilità che le donne investano, più degli uomini, in aree che alleviano la povertà, come la sanità, l’istruzione ed il miglioramento di business.
“Le donne sono abituate ed educate a prendersi cura degli altri”, spiega White. “Pochissime donne userebbero i propri soldi guadagnati per spese personali”. Ai bordi di una strada che attraversa Blantyre, un gruppo di donne che vendono pezzi di plastica si mettono a discutere di ciò che desidererebbero per le loro piccole attività imprenditoriali. In cima alla lista, per tutte, sarebbe un prestito contenuto per poter fare dei piccoli investimenti.
Cecelia Goba, 40 e Ellen Mawuwa, 35, dicono che utilizzerebbero i fondi a prestito per importare e rivendere beni provenienti da paesi limitrofi come il Mozambico. “Vorrei comprare vestiti e scarpe prodotti all’estero e venderli qui” Mawuwa dice. “Abbiamo amici impegnati in tali attività che stanno facendo molto bene”.
Già un certo numero di organizzazioni non-profit sono attive in Malawi fornire micro-prestiti resi famosi dalla Grameen Bank e dal premio Nobel Muhammad Yunus. Ed il vice presidente del neo-costituito Partito popolare ha recentemente lanciato una iniziativa chiamata Achievers Orange, che mira a massimizzare il potenziale economico delle donne del Malawi.
Ma l’offerta non può soddisfare la domanda. E come Maria Malunga, direttore esecutivo per l’Associazione nazionale delle donne imprenditrici, spiega, ci sono una serie di altre sfide che le donne del Malawi devono superare se vogliono eccellere nel mondo del lavoro.
“Le donne hanno bisogno di lavorare 10 volte più duramente rispetto agli uomini per dimostrare di poter svolgere qualsiasi lavoro che un uomo può fare”, spiega.” Le donne, a causa della percezione culturale dei differenti ruoli sociali non sono rispettate quando si trovano in posizioni di leadership”.
Malunga, essa stessa imprenditrice di successo, da qualche parola di consiglio.
“Per arrivare dove sono oggi, ho osservato quello che io definisco la regola delle tre P: pazienza, perseveranza e preghiera”, dice. “È necessario perseverare attraverso tutte le tipologie di sfide e gli ostacoli che, a volte, possono farti sentire nell’impossibilità di raggiungere la destinazione prevista.”
White riprende le osservazioni di Malunga. “Determinazione, determinazione, determinazione”, sottolinea avvertendo che questo può significare sacrificare altri aspetti della propria vita, tra cui avere un fidanzato. Rimanere incinta può porre fine ai sogni di una giovane ragazza.
“Si potrebbe rimanere incinte, e questo potrebbe essere la fine di tanti sogni” spiega White. “La maggior parte delle ragazze non si rendono conto del tipo di decisioni difficili che alcune di noi hanno dovuto fare per arrivare dove siamo.”
Banda ribadisce infine che per l’empowerment femminile, il percorso che necessariamente si deve portare avanti parte dall’istruzione e sottolinea che nessuno dovrebbe aspettare assistenza o elemosina per fare la prima mossa. “Ciò che vorrei dire alle donne più giovani è che abbiamo l’obbligo morale di farlo,” Banda afferma. “Indipendentemente dagli ostacoli che abbiamo di fronte, dobbiamo assolutamente andare avanti. Non possiamo permettere di rimanere bloccate da schemi sociali che ci vogliono a casa, in condizioni di eccezionale vulnerabilità e di povertà. Per noi è una responsabilità, dobbiamo spingere ed aiutare le nostre donne.”
Fonte: IPS – Travis Lupick ed Emma Mwasinga