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Saranno Dottori

Nuovi medici per il Malawi

Quando si parla di povertà, non sempre si riescono a trasmettere i messaggi con la dovuta efficacia ed incisività. Per capire perciò quanta povertà ci sia in Malawi e come sia difficile viverci, ricorrere ai numeri può essere di grande aiuto: in Italia, ogni anno, si spendono per la sanità 1.700 euro a persona; in Malawi se ne spendono 9. In Italia c’è un medico ogni 300 abitanti; in Malawi ce n’è uno ogni 70 mila: ciò significa che in tutto il Paese ci sono solamente 200 medici, e arginare piaghe sociali come l’Aids e la malaria è una lotta che non si può vincere per il semplice fatto che non c’è chi la combatte.

Lavorare per lo sviluppo del sistema sanitario in Malawi non vuol dire soltanto costruire ospedali: questi, poi, per funzionare hanno bisogno di personale medico e infermieristico che vi operi. Ma se già trovare medici e infermieri in Malawi è una vera impresa, trovarne di motivati a lasciare la città – e quindi un certo tenore di vita – per trasferirsi in un villaggio è praticamente impossibile.

La carenza di personale sanitario che da sempre persiste in Malawi ha una doppia causa: i costi per iscriversi e frequentare i corsi di medicina e specializzazione infermieristica sono proibitivi per la stragrande maggioranza della popolazione, e chi ottiene il titolo di studio molto spesso lascia il Paese per far carriera all’estero. Per comprendere la dimensione del fenomeno basti pensare che oggi ci sono più medici e infermieri malawiani in Gran Bretagna che non in patria!

C

on il progetto «Saranno dottori» ci proponiamo di fornire un aiuto economico a giovani capaci, meritevoli e, anche se privi di mezzi, motivati a proseguire gli studi in ambito medico o infermieristico. Saranno le suore Poverelle, che ben conoscono la realtà dei loro villaggi, a segnalarci i nominativi dei ragazzi sui quali poter puntare, e saranno sempre loro a seguirne costantemente il percorso formativo, valutandone i risultati e, di volta in volta, l’opportunità di proseguire oppure di interrompere i progetti avviati. Il tutto sarà regolato da un vero e proprio contratto in base al quale ogni singolo ragazzo, una volta portato a compimento il ciclo di studi, lavorerà in uno degli ospedali gestito dalle suore Poverelle, almeno sino a quando non avrà interamente restituito il contributo ricevuto. Così facendo, non solo avremo la certezza di avere un medico in più al servizio della gente del Malawi, ma permetteremo al fondo di autoricostituirsi ogni volta, creando nuove opportunità per altri giovani.